Negli ultimi giorni la Gazzetta di Modena mi ha chiesto un commento sulla stagione appena conclusa di Modena Volley. Ho accettato con piacere, perché rimango profondamente legato a questa società e continuo a seguirla con grande attenzione.
Qui sotto trovate l’articolo pubblicato, riportato integralmente.
Bertoli: ” La società ha un ruolo chiave. Ora progetti chiari”
“I giovani? Forse lasciati andare troppo presto”
Sotto la Ghirlandina è giunto il tempo dei bilanci di una stagione tra successi e inciampi, abbiamo affidato un commento a chi di pallavolo ne mastica da sempre e continua a banchettare con essa ogni giorno. Franco Bertoli, ex giocatore, allenatore e dirigente nella società modenese, continua a tenere puntato il suo occhio affettuoso, ma anche critico sulla società gialloblù. Frequentatore assiduo del PalaPanini ha un’opinione onesta sul percorso mosso da Modena Volley e su quello che potrebbe essere il suo futuro, tra progetti e colpi di mercato. I numeri rendono l’idea di quello che ha rappresentato per la società storica: 24 trofei vinti in 14 stagioni sportive da capitano giocatore, allenatore e dirigente: 6 scudetti, 4 Champions, 8 Coppe Italia, 3 Coppe Cev, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Italiana e 1 Supercoppa Europea, un palmarès che testimonia un legame indissolubile.
Bertoli, come valuta la stagione appena conclusa di Modena Volley?
«La stagione è appena sufficiente. Modena non era allo stesso livello di Perugia e Trento, ma forse qualcosa in più in classifica rispetto a Verona poteva farla. Ho visto belle partite, anche ottime prestazioni contro squadre forti come Piacenza o Trento. Però sono mancati continuità e rendimento costante: è questo che ha condizionato l’annata, anche nei playoff. Poi i cali di prestazione che ci sono stati hanno fatto sì che dovesse incontrare la seconda della classe, un turno obiettivamente difficilissimo con Perugia».
É riduttivo spiegare i risultati con gli infortuni o è mancato altro?
«Gli infortuni non sono stati il vero problema. La squadra aveva una panchina discreta e nei ruoli chiave na sempre potuto contare sui titolari. Il nodo, secondo me, è stata la gestione della formazione, soprattutto sugli schiacciatori. Giuliani ha dovuto fare delle scelte difficili, ma la rosa era abbastanza competitiva per puntare al quarto o quinto posto. É mancata la costanza di rendimento nei momenti decisivi che sarebbe servita a far fare un bel salto avanti e magari anche nei playoff avrebbero potuto passare un turno, contro Perugia non vedo colpe».
Modena sta davvero puntando sui giovani, Rinaldi e Gutierrez erano investimenti importanti, ma sono stati lasciati andare troppo presto. Riesce ad intravedere un progetto?
«A oggi, sinceramente no. Ci sono stati cambi di proprietà, un po’ un passamano di responsabilità, e ora si attendono decisioni chiare, forse rispetto a Gabana ci saranno altri modi di agire. Non è facile decidere su chi puntare dopo una stagione così, se ci sono carte nascoste, si vedrà. Ma per ora non si vede un disegno preciso. Su Rinaldi è vero, era un giovane promettente, anche convocato in Nazionale. Negli ultimi tempi però ha avuto un calo, forse fisico, e in campo ha fatto fatica, soprattutto in ricezione. É un peccato perderlo, perché le potenzialità le ha, e se Modena avesse ancora un’opzione su di lui, lo terrei d’occhio per un possibile ritorno. In generale sì, c’è l’impressione che i giovani vengano cambiati prima che possano davvero sbocciare».
Con l’arrivo di Porro, sembra che si voglia continuare su quella strada, cosa pensa di chi sta al vertice?
«Le squadre sono fatte dalla testa del pesce: la società. lo ci ho lavorato in tanti ruoli, prima da giocatore, poi da allenatore e in ultimo da direttore generale, so che l’identità di un club la costruisce prima di tutto la dirigenza. È la società che sceglie l’allenatore e, con lui, i giocatori. Vorrei vedere la proprietà più vicina al pubblico, più amata. Anche la presidente – Giulia Gabana, insieme ai fratelli Christian e Michele Storci, o chi ha ruoli decisionali – dovrebbe esporsi di più, anche per difendersi da critiche che a volte sono ingiuste. Servirebbe equilibrio, continuità e un progetto chiaro. Oggi, da fuori, tutto questo ancora non si vede. Magari domani tireranno fuori l’asso nella manica, chi lo sa, speriamo!”
Ringrazio la Gazzetta di Modena per avermi dato spazio per esprimere la mia opinione. Chi mi conosce sa che parlo sempre con affetto e spirito costruttivo, nella speranza che la nostra pallavolo possa ritrovare quella chiarezza e quella forza che l’hanno resa grande.
Continuo a credere che il futuro dipenda dalle scelte che si fanno oggi. E da chi le guida.